CREATIVAFRICA
13 - 16 giugno 2024

 

AFRICA FUTURA

Il festival creativAfrica di Torino è un progetto di Renken che rappresenta un percorso multidisciplinare e partecipativo dedicato alle culture africane e risponde ai valori dell’antirazzismo e dell’intercultura, intesa come valorizzazione della diversità e promozione del dialogo e dell’incontro.

Il programma della X edizione del festival creativAfrica – “Africa Futura” – si svilupperà attorno a quattro macroaree: musica, cucina, letteratura e attivismo. Questi aspetti saranno approfonditi durante le giornate attraverso moltissime attività ed eventi tra cui workshop, concerti live, laboratori, dj-set, talk e tanto altro!

Quest’anno creativAfrica sarà particolare poiché si tratterà di un festival diffuso, coinvolgendo soprattutto le circoscrizioni 6 e 1; saremo infatti ospiti di diversi luoghi culturali di Torino tra cui Capodoglio Murazzi, Magazzino sul Po e Spazio211 dove potrete assistere a concerti live e dj-set.

 
Il tema e le azioni chiave 2024
 
Afrofuturismo
 

Un focus particolare è dedicato all’Afrofuturismo, una corrente culturale nata da diversi scrittori, artisti e teorici afroamericani negli anni settanta che fonda il suo pensiero dall’esigenza dei neri americani di poter godere degli stessi diritti civili dei bianchi e di poter essere coinvolti nel discorso sul futuro e sullo sviluppo tecnologico.
Come espressione culturale, l’Afrofuturismo si manifesta nella musica, nella letteratura, nel cinema, nella letteratura e nell’attivismo. Recupera il passato per ridisegnare il presente, che alimenta il futuro.
Il termine Afrofuturismo, coniato nel 1993 dal critico statunitense Mark Dery nel suo saggio Black to the Future, indica una “narrativa speculativa afroamericana che si appropria delle immagini della tecnologia e di un futuro protesicamente migliorato”. Secondo Dery, la difficoltà di immaginarsi nel futuro deriva dall’essere stati privati di un passato. La storia dell’Africa è stata negata, la sua cultura cancellata o ridotta a stereotipi. Proprio per questo, è nata la volontà di immaginare un futuro black che riparte dalle origini per proiettarsi verso nuovi mondi.
C’è una ragione ulteriore per la quale la comunità nera si è riconosciuta così fortemente in questo immaginario: l’esperienza afroamericana è paragonata a quella di un rapimento alieno. Rapiti dalle navi – spaziali – dei colonizzatori, gli africani vengono deportati in un mondo altro, ignoto, ai confini dell’universo conosciuto. Verranno sfruttati come forza lavoro, e considerati una specie differente e inferiore. Allo stesso tempo, c’è un rovesciamento di questa metafora: dal punto di vista coloniale, è l’africano a essere alieno, disumano e pericoloso.

“Ma cosa succede se la comunità etichettata decide di rivendicare l’etichetta e accetta con orgoglio di essere così fuori posto perché proviene da altri pianeti? La diaspora diventa un viaggio intergalattico, il passato diventa futuro. Se la Terra è oppressione, lo spazio cosmico è ribellione. Non è, però, una negazione delle proprie radici: il suono mantiene la memoria”, scriveva Sun Ra. “Per essere Afrofuturista, la narrazione deve essere radicata e celebrare senza riserve l’unicità e l’innovazione della cultura nera. E lo spazio e la musica diventano luoghi di resistenza, di riaffermazione della propria cultura.”

 

Trasformazioni Creative

La seconda parola chiave di creativAfrica 2024 è Trasformazioni Creative e prende spunto da una riflessione dell’intellettuale, scrittrice, attivista e femminista bell hooks – nome d’arte di Gloria Jean Watkins – , che nel saggio Elogio del Margine (1990) scrive: “La nostra trasformazione, individuale e collettiva, avviene attraverso la costruzione di uno spazio creativo radicale, capace di affermare e sostenere la nostra soggettività, di assegnarci una posizione nuova da cui poter articolare il nostro senso del mondo”.
 
Queste parole sono espressione di una serie di produzioni e performance artistiche che si muovono nella direzione di pensare ad una creazione di nuove regole e spazi che possano alimentare e far sviluppare linguaggi inclusivi, espressione del cambiamento e della trasformazione stessa. In riferimento a questo, il termine trasformazione vede varie vie interpretative, al punto che ci si allontana dall’idea di trasformazione come qualcosa di materiale per interpretarlo invece come qualcosa di astratto. Per esempio si può pensare alla creatività nella trasformazione del linguaggio, e conseguentemente del pensiero, in quanto il linguaggio stesso è spesso il punto di partenza per produrre cambiamento ideologico a livello di collettività e comunità. Questo dà la possibilità di valutare riflessioni e spazi in cui si possano sviluppare nuove forme di attivismo, poiché è solo con il pensiero comune e con il confronto costante che è possibile venire a contatto con ulteriori iniziative che portino ad un vero cambiamento. Si rivede questo concetto nell’attivismo inteso come volontà di modificare concetti già presenti, e rivederli in qualcosa di più creativo.
 
 
Sogni

“Le aspirazioni nutrono la democrazia” – ARJUN APPADURAI

I sogni, terza parola di riferimento per questa edizione di creativAfrica, sono qualcosa che dà la possibilità ad ognun3 di proiettarsi in un contesto differente e di immaginare realtà alternative. è proprio questo che, secondo l’antropologo Arjun Appadurai, permette di allontanarsi da un passato o da un presente che sentiamo non appartenerci più per dare spazio al cambiamento.

Nel suo immaginario le aspirazioni si possono considerare come parte di una lotta politica: chi si trova in una condizione di indigenza o di marginalizzazione sociale è spinto in modo più viscerale alla ricerca di soluzioni volte a migliorare la propria situazione di vita. Sognare è un atto politico e di classe, contro il potere, perchè porta le persone che vivono una vita in cui non tutto è risolto, in cui c’è molto lavoro da fare per migliorare la propria esistenza, ed agire in modo preciso, consapevole ed efficace rispetto ai cambiamenti da mettere in atto. In questo senso, il cambiamento non arriva dall’alto per gentile concessione delle classi dominanti, ma dal basso e senza chiedere il permesso di iniziare.

In questi termini l’aspirazione si può considerare un mezzo verso l’uguaglianza, per andare sempre più verso la direzione di un mondo in cui non esistono discriminazioni e cos’, configurare il sono anche come una vera e propria forma di lotta politica.
Per mettere in pratica le nostre aspirazioni sono previsti dei laboratori multidisciplinari, talk, eventi ed altre attività per ampliare sogni e visioni future.

 

 
 
Ti aspettiamo per i seguenti appuntamenti:
 
👉🏾 31 maggio – anteprima
👉🏾 dal 13 al 16 giugno – festival
 
Seguici per scoprire man mano cosa stiamo organizzando!
 
 

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