Bambini di strada
Il progetto Talibé nasce con lo scopo di fornire sostegno sanitario e scolastico ai bambini di strada, con l’obiettivo finale di sottrarli alla mendicità e rimandarli presso le loro famiglie.
I talibè sono studenti dei precetti dell’islam, allievi di una scuola coranica (daara) retta da un maestro (marabout).
In Senegal, molte famiglie ritengono l’educazione religiosa dei figli un dovere fondamentale e li mandano in tenera età a studiare presso una daara. I genitori sperano che i figli acquisiscano disciplina ed autonomia e percepiscono la formazione coranica come il miglior modo di ascensione sociale. La daara presso cui viene mandato un bambino può trovarsi anche molto distante dal luogo d’origine della famiglia – in molte daara senegalesi giungono talibè dal Gambia, dal Mali e dalle due Guinee – quindi i bambini vivono lontani dai genitori, dai quali spesso non ritorneranno mai.
Il marabout prende i bambini in affidamento e si assume la responsabilità di mantenerli e di educarli insegnando loro il Corano.
Poiché raramente le famiglie possono permettersi di pagare un contributo per il sostentamento dei bambini – tanto più che la decisione di affidarli ad una daara è spesso legata proprio all’impossibilità di mantenerli – i talibè devono guadagnarsi da vivere con piccole attività o mendicando: è facile incontrarli per le strade, col loro tipico barattolo di latta per raccogliere le elemosine.
Se da un punto di vista religioso la raccolta dell’elemosina assume un valore pedagogico, perché utile ad imparare la virtù dell’umiltà, i privilegi garantiti dallo status di marabout hanno fatto nascere un fiorente mercato di sfruttamento minorile, composto da figure di sfruttatori che poco hanno a che fare col reale insegnamento dei precetti religiosi.
In diverse daara i talibè vivono in situazioni di estrema indigenza, abbandonati a se stessi, senza cibo, privi di cure sanitarie, maltrattati e costretti in condizioni igieniche disastrose, obbligati a trascorrere gran parte della giornata per le strade a mendicare, esposti a pericoli e violenze.
Dal punto di vista sociale, il problema dei talibè è di difficile soluzione, innanzitutto perché fortemente connesso all’estrema povertà delle famiglie che, non potendo mantenerli, decidono di mandare i figli presso un marabout. La figura del marabout, inoltre, è fortemente radicata nella cultura e nella tradizione senegalese e gode di un’autorità inviolabile. Le daara sono riconosciute dallo Stato come strumenti indipendenti di educazione informale e, di conseguenza, svincolate da qualsivoglia forma di controllo. Anche la mendicità, sebbene vietata per legge, è quasi unanimemente tollerata.
La situazione che sta affrontando l’Associazione Renken a Malika è paradigmatica della varietà di marabout che affollano il Senegal.
Il progetto è partito nel gennaio 2009 e ad oggi coinvolge due diverse daara.
Daara 1
La scuola è retta da due marabout e i bambini vivono in pessime condizioni igienico-sanitarie, inoltre l’edificio è costruito all’interno di una depressione e nella stagione delle piogge viene completamente allagato e reso insalubre dall’acqua stagnante.
I primi sei mesi del progetto sono stati dedicati alla conquista della fiducia dei marabout e ad un primo avvicinamento sanitario. Una volta a settimana i volontari Renken si sono recati alla scuola per verificare le condizioni dei bambini e medicarli.
Nel 2010 è stata raddoppiata la frequenza degli incontri settimanali e si è cominciato a discutere coi marabout la possibilità di organizzare dei corsi di alfabetizzazione, iniziati poi nel settembre 2010 con cadenza di due volte a settimana.
Attualmente il problema principale da affrontare è quello delle pessime condizioni di vita dei bambini.
L’obiettivo primario è trovare loro una diversa sistemazione, costantemente monitorata dall’Associazione, che consenta di allontanarli dall’attuale, malsana struttura.
Daara 2
In questa daara studiano circa 30 bambini, 17 dei quali sono interni e vivono nello stesso edificio insieme al marabout.
La situazione sanitaria dei talibè è buona e nessuno di loro viene mandato a mendicare: gli esterni pagano una retta di circa 2000cfa al mese (equivalenti a 3 euro) e saltuariamente il Comune di Malika contribuisce al loro sostentamento.
Nelle lezioni, tenute dal marabout e da sua moglie, i bambini non studiano soltanto il Corano, ma anche le materie della scuola franco-araba (francese, arabo, matematica, storia, geografia, igiene).
Il marabout ha spontaneamente contattato l’Associazione Renken per concertare delle iniziative mirate a migliorare l’educazione scolastica dei bambini sostenendoli economicamente.
Attualmente, la daara si trova in un edificio di due piani: il piano terra è adibito interamente ad abitazione e il primo piano ad abitazione e scuola.
Nel corso del viaggio solidale organizzato dall’Associazione nell’inverno 2010/2011, i volontari hanno attivamente partecipato alla ristrutturazione del primo piano.
L’obiettivo, in accordo col marabout, è quello di trasformare il primo piano in dormitorio e iscrivere tutti i bambini ad una scuola franco-araba presso un’apposita struttura scolastica.










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